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MUTUUS. Atlante di un sotterraneo

Immagine del redattore: Rita Duchi
Rita Duchi
11 set
Tempo di lettura: 2 min

Quanto di ciò che chiamiamo "io" appartiene davvero soltanto a noi? Forse è questa la domanda più radicale nascosta dentro MUTUUS, Atlante di un sotterraneo. Stiamo entrando nella mostra della prima edizione di Residenza d’Artista organizzata da Condominio Fiore, centro indipendente di ricerca e produzione d’arte attivo a Roma da gennaio 2026. Ci affacciamo sul mondo convinti di possedere confini precisi: firmando ciò che produciamo e difendendo ciò che consideriamo nostro, eppure basta osservare con attenzione la natura perché questa certezza cominci a infrangersi. Un lichene è già una relazione, una micorriza esiste attraverso lo scambio, l'impollinazione trasforma l'incontro tra specie differenti nella condizione stessa perché la vita continui. È da questa osservazione che nasce il principio della residenza MUTUUS: trasferire nell'arte la logica biologica del mutualismo, non come metafora superficiale ma come metodo di produzione. Nel progetto, la serra che ospita gli artisti viene pensata come un organismo collaborativo, uno spazio nel quale identità artistiche e materiali possono contaminarsi fino a rendere meno netta la paternità stessa delle opere. Ecco che la mostra comincia a comportarsi come un ecosistema.

Mutuus significa reciproco, scambievole e la sua radice porta con sé anche l'idea del cambiamento: dare qualcosa significa inevitabilmente modificare e venire modificati. In un sistema dell’arte in cui tutto ruota attorno al nome dell’autore, gli artisti che hanno lavorato fianco a fianco durante la residenza hanno provato a rompere questo schema. Rita Duchi porta il materiale scultoreo modellabile dell’argilla, Gabi Grandi infonde i suoi oli essenziali e la sua esperienza olfattiva, Goffredo Serra crea luoghi attingendo dalla natura le sue materie prime, e Marialuna Storti costruisce volumi leggiadri con le sue grandi carte. Le ricerche e i materiali di ciascuno non solo si sfiorano, ma entrano in contatto e “le mani si sostituiscono nei gesti”. Dall’incontro nasce qualcosa che da solo non sarebbe potuto accadere. Questa perdita di controllo sul manufatto artistico è davvero una perdita o è l’occasione di creare qualcos’altro?

Le opere nate dalla residenza sembrano avere memoria: le carte non sono superfici neutre, la terracotta è spigolosa come roccia e poi sottile come pelle, gli elementi vegetali sono anatomie essenziali, e nell’aria si diffonde l’odore archetipico della trasformazione. Il fuoco che ha lambito questi elementi è metafora di morte, ma osservandoli bene viene spontanea la domanda: quando diciamo che qualcosa è finito, siamo davvero sicuri che abbia smesso di trasformarsi? La natura non scarta ma trasforma, ed ecco che anche i quattro artisti scelgono di scendere in questo sotterraneo per ritrovarsi nella luce.

MUTUUS ci invita ad andare nel profondo per scoprire quanto siamo già fatti di altri, di ciò che abbiamo ricevuto, perduto e accolto senza accorgercene. L’augurio di Duchi, Grandi, Serra e Storti è che davanti a quelle carte attraversate dalla luce, ai rami, al muschio, agli odori e alle materie trasformate, la domanda finale che ci porremo non sarà più “che cosa sto guardando?” ma “che cosa, guardandolo, sta cambiando in me?”.


La mostra inaugura giovedì 03 settembre 2026 ore 18.00 presso Condominio Fiore in via Appia Nuova 1220 a Roma. L'ingresso è gratuito, e per i giorni di apertura la mostra è visitabile su appuntamento telefonando al numero +39 3463140571 (Gabi Grandi). Terminerà martedì 22 settembre alle ore 21.

 
 
 

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